Casa Museo Remo Brindisi

Remo Brindisi

buy generic Seroquel canada Remo Brindisi è nato a Roma nel 1918. La sua famiglia si trsferì poi a Pescara, dove, conclusa la grande guerra, il padre Fedele svolgeva l'attività di scultore ed ebanista, ed era attivista del partito socialista. Ciò lo rese bersaglio del partito fascista, costringendolo a ritirarsi dalla politica e a limitare la sua attività all’insegnamento della scultura presso l’Istituto d’arte di Penne. Le forti pressioni subite dalla famiglia Brindisi in questi frangenti hanno lasciato nell’animo di Remo Brindisi la mai placata profonda avversione per ogni forma di violenza perpetrata ai danni della dignità e della libertà umana. la borsa facile opinioni Brindisi si formò come artista, prima frequentando a Roma dal 1935 i corsi di scenografia del Centro Sperimentale e parallelamente le lezioni serali alla Scuola Libera di nudo dell’Accademia di Belle Arti e poi, con una borsa di studio, l’Istituto Superiore d’Arte per l’Illustrazione del Libro di Urbino. Una volta diplomato si trasferì a Firenze, dove operò a contatto con il circolo di artisti, quali Felice Carena, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, che gravitava attorno alle riunioni al Caffè delle Giubbe Rosse. Questo felice periodo fu interrotto dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e dall'arruolamento in qualità di ufficiale presso l’Istituto Geografico Militare di Firenze. Poi, fatto prigioniero dai tedeschi dopo l'8 settembre del '43, fuggì insieme a Marcello Mastroianni e visse in clandestinità a Venezia fino al giorno della Liberazione. valutahandeln In questa città iniziò un sodalizio con Carlo Cardazzo, grande gallerista e scopritore di talenti artistici. A Venezia entrò contatto e amicizia con Virgilio Guidi, Milena Milani, Filippo de Pisis. segnali opzioni binarie gratis per 24pyion Nel 1947 si trasferì a Milano dove Cardazzo aveva aperto una galleria. Il suo successo cominciò a consolidarsi. Partecipò a tre Biennali veneziane, quelle del 1948, del 1950, del 1952. eurex optionen handeln Il clima milanese era acceso di dibattiti. Nella polemica tra realisti ed astrattisti in corso in quegli anni, Brindisi si schierò aderendo al Gruppo “Linea”. Di questo movimento facevano parte Gianni Dova, Ibrahim Kodra, Gino Meloni e altri intellettuali. Nel 1950, dopo lo scioglimento del Gruppo Linea, si accostò al Realismo. www iq options it In quel periodo trascorse qualche tempo a Parigi, dove aveva già vissuto per breve tempo nel ’49, frequentando l’ambiente esistenzialista e lo stesso Jean Paul Sartre. opzioni binarie e obbligatorio 250 euro iniziali Negli anni tra il 1957 e il 1961 lo stile dell’artista ebbe una svolta verso la cosiddetta “Nuova Figurazione”. Di questo periodo sono i cicli storici sul Fascismo e sulla Resistenza, composti da tele di grandi dimensioni. Dello stesso tenore storico-simbolico il grande ciclo della “Via Crucis” che Brindisi ambientò ai nostri giorni. binäre optionen steuern schweiz La prima monografia su Brindisi risale al 1958. Parallelamente venne allestita una mostra antologica sulla sua opera al Padiglione d’Arte del Comune di Milano. Si consumò, in corrispondenza con questa mostra, la sua rottura nei confronti del movimento del Realismo che coinvolse anche la stampa politica, attraverso due protagonisti: Giorgio Kaisserlian, che scriveva per “Il Popolo”, e Mario de Micheli, per “L’Unità”. migliore sito di analisi delle opzioni binarie Nel 1956 Brindisi collaborò, fornendo i disegni, con altri importanti artisti, tra cui Lucio Fontana e Giò Pomodoro, alla creazione dei simulacri da esporre all'Aquila in occasione della processione del Venerdì Santo, detta “del Cristo Morto". ثنائي تداول الخيارات استعراض منصة Intanto l'attività espositiva si allargava al piano internazionale. Nel 1956 espose a Salisburgo, dove conobbe Oskar Kokoshka. Ancora nel 1956 espose a Vienna, a Praga, a Locarno, a Zurigo. Nel 1959 a Coblenza, Friburgo, Monaco, Goteborg, Dresda. binäre optionen cedar finance I seguito soggiornò qualche mese a New York, immergendosi nell’ambiente del Greenwich Village e incontrando i massimi esponenti dell’Espressionismo astratto. Frequentò Willem de Kooning, Martha Jackson, Angelo Savelli, Jimmy Cavallaro. Espose a Washington, Boston, New York. iq option truffa o no Brindisi proseguì il suo impegno nella pittura realistico-espressionista: i suoi cicli stirici vennero a trattare anche di conflitti e tragedie contemporanee, tra cui le bombe del ’69, la strage di Via Fani e l’uccisione di Aldo Moro. Erano anni di intensa attività espositiva che culminò nel 1971. In quell'anno realizzò mostre in molte città d’Italia, e poi a Parigi, Ginevra, Bucarest, Lione.
Nel 1987 Brindisi offrì in dono allo Stato un nucleo di sue opere da destinarsi all’esposizione presso La Galleria di Arte Moderna di Roma.
La sua sensibilità verso la fruizione libera e pubblica dell’arte come occasione di crescita personale e di vita, si concretizzò soprattutto nell’esperimento del Museo del Lido di Spina, realizzato senza nessun contributo pubblico. Il museo era da lui definito con il termine “alternativo” per sottolineare l’apertura verso la sperimentazione e la democratizzazione dell'arte.
Brindisi è stato pittore, scultore, illustratore, scrittore, scenografo, curatore di iniziative culturali. Basta ricordare per esempio le grandiose scene ed i costumi per l’edizione dell’Aida all’Arena di Verona del 1974. Fu inoltre presidente della Triennale di Milano, commissario alla Biennale di Venezia, docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, insignito della medaglia d’oro per meriti culturali dal Ministro della Pubblica Istruzione.
Il Comune di Comacchio gli ha tributato la cittadinanza onoraria per il contributo offerto al patrimonio culturale della città con la creazione del suo museo.
E nella sua villa-museo ha scelto di trascorrere gli ultimi tempi della sua vita, e qui l’ha conclusa il 25 luglio del 1996.

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