Casa Museo Remo Brindisi

Da un racconto di Remo Brindisi del 1978

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Naturalmente quando pensavo lla costruzione di un ambiente destinato alla raccolta delle mie opere, pensavo a Milano, la città in cui vivo. Ma la volontà di acquistare un terreno – anche in periferia – fu subito scoraggiata dai prezzi assolutamente proibitivi.

Nel 1963 mi capitò di andare a presiedere una giuria al Lido degli Estensi ed alcuni amici del posto mi condussero a visitare l'attiguo Lido di Spina per farmi vedere i primi insediamenti turistici. La visita mi portò indietro nel tempo quando, in quella zona (tra Ferrara e Casal Borsetti), ufficiale di complemento, ammiravo la landa delle Valli di Comacchio fino al mare. Mi venne l'idea che, forse, quanto non potevo realizzare a Milano avrei potuto farlo lì. Mi informai circa i costi della terra e alla fine scelsi un terreno che mi fu offerto a buon prezzo."
(Remo Brindisi. Dal progetto edotoriale di una guida del museo non realizzata. Archivio della Casa Museo Remo Brindisi)

"[una zona] libera, se non selvaggia, come piaceva a me[...]. Aggiungiamo poi la suggestione degli etruschi che in quella zona avevano sguazzato e trafficato per secoli.
(Remo Brindisi in "Arte. Mensile d'arte, cultura, informazione", 207, 1990, p.115)

 

Remo Brindisi su Comacchio:
"Io forestiero di questa terra ho portato, in una scatola chiusa, gli atti dannati ed agitati dell'arte del nostro tempo. Forse, qui sta Comacchio, nella sua forza inappagata, nel suo remoto rancore per le perdite ricevute, dimostrando così di comprendere tutto il dramma e il destino di questa zona, popolata di gabbiani. Una realtà insomma non ncompletamente dischiusa, una città di penombre nella quale la luce trova difficoltà a trovarvi stabile dimora, una città che consoce sussulti e inquietudini tali da non consentirle di alzarsi troppo, una città dove l'uomo sembra avere un piede nella piroga e uno nella battana, intento, tra uomini rapaci, a sgranare un rosario di complessi problemi." (Remo Brindisi. Da: Andrea Samaritani, La Regata delle Donne, Bologna, 1996)