Casa Museo Remo Brindisi

Il progetto dell'edificio

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Remo Brindisi e Nanda Vigo hanno condiviso con questo progetto soprattutto l'intenzione di sperimentare nuovi metodi allestimento museale e di conciliare in un'unico spazio di vita e d'arte le funzioni che la villa doveva assolvere: abitazione, laboratorio e spazio espositivo, casa e museo al tempo stesso. Tutte le forme d'arte, dall'architettura al design, all'arredo, all'utensileria, sino alla collezione, dovevano integrarsi per costituire un unico insieme armonico. Brindisi ha sintetizzato questo concetto nei termini di “Museo Vivo”.
La casa si compone di uno spazio pubblico costituito da una grande struttura cilindrica centrale su tre piani che, intersecandosi con un blocco strutturale esterno a base rettangolare, ritaglia spazi ad uso privato. All'interno, attraverso l'uso del vetro, dell'acciaio, delle superfici a specchio, Nanda Vigo ha creato un ambiente rarefatto, "iperuranico".
La casa, nella sua parte pubblica - lo spazio cilindrico centrale, il giardino e il padiglione delle sculture -, consentiva al visitatore di entrare in contatto con un significativo spaccato del panorama artistico del secondo Novencento, italiano ed europeo, avendo la massima libertà di muoversi e focalizzare liberamente – e a distanza assai ravvicinata - la propria attenzione su di ogni singola opera. Erano anche previsti luoghi atti ad ospitare mostre estemporanee di vario genere, performances e manifestazioni. Oggi è possibile visitare quasi tutti gli ambienti, i quali conservano intatte le caratteristiche di uno straordinario progetto di architetture e arte, ma anche tracce della vita di tutti i giorni e della personalità notevole di Remo Brindisi.